Archivi categoria: arte e cultura

Itinerari e prodotti tipici

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ITINERARIO DAI COLLI AL BACCHIGLIONE

Inizia in Piazza Marconi e percorre l'argine del Bacchiglione verso ovest fino all'argine dello scolo Paluella che si percorre tutto fino all'imbocco di Via Fogazzaro, quindi Via Marcoline, Via Zocco, tutta Via Marangoni; proseguire sul sentiero sterrato comunale del castello a destra fino a Via Castello, poi l'argine del Bacchiglione ed arrivo in Piazza Marconi.

VARIANTE DEL PONZIMIGLIO

Da Via Marangoni raggiungere Via Valsolda, quindi Via Vegri, poi strada comunale sterrata del Ponzimiglio e rientrare per ciclabile di Via Zocco.

I PRODOTTI TIPICI

riconosciuti di valenza comunale a Montegalda sono la grappa ottenuta per distillazione esclusiva di vinacce fresche, e i formaggi ovi-caprini biologici, ottenuti esclusivamente da latte proveniente da agricoltura biologica certificata.
Ambasciatori di eccellenza del territorio di Montegalda sono infine le sue trattorie del bacalà alla vicentina.

Le ville Feriani, Scroffa, Querini – Giarolo, Lioy

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Villa Garzadori Feriani
La Villa costruita a Colzè nella seconda metà del '600, è un elegante esempio di villa veneta, dove sono ben conservati gli archi in cotto a vista nella barchessa, appartenenti al precedente edificio del '400; sulla facciata sono ancora visibili gli stemmi delle tre famiglie proprietarie della Villa nel corso dei secoli: una scrofa rampante rappresenta la famiglia Scroffa, un leone con un cardo tra le zampe è il simbolo della famiglia Garzadori ed infine un fascio di rose caratterizza lo stemma della famiglia Feriani.

Oratorio Feriani
Nel parco si trova l'oratorio dedicato a Santa Maria costruito verso la fine del '600; in stile barocco e a pianta ottagonale. La facciata presenta un frontone triangolare con un angelo al centro che si tiene alla croce e due angeli laterali; gli angeli in pietra sarebbero attribuibili alla bottega dello scultore vicentino Orazio Marinali. I tre lati dell'oratorio, visibili anche dalla strada, sono arricchiti con festoni di fiori e frutta in pietra.

Parco giardino
Un grandioso filare di tigli cinge il parco giardino dove sono presenti quattro magnifici liriodendri, un platano, un noce ed un pioppo nero accanto a numerose conifere monumentali quali: cedri deodara ed atlante, criptomerie e pini dell'himalaya.

Villa Scroffa
Questa Villa, eretta nel 1672, rivelava nel proprio cortile una lunghissima e interessante barchessa con 16 colonne doriche e relativi intercolunni (spazi), dalla quale spunta la torre colombara. Notevoli sono le inferriate in ferro battuto nelle quattro finestre sulla strada. Sulla destra della facciata un piccolo corpo di fabbrica, ospita la scala articolata nel giro di tre rampe, bella per gli archi rampanti che assecondano il salire dei gradini, secondo il gusto settecentesco.

Villa Querini-Giarolo
La Villa, costruita nel 1550 è formata da un corpo centrale e da due porticati laterali derivati dall' originario colonnato (uguale a Villa Gualdo), la casa del Gastaldo e la "lissiara" (lavanderia). Pregevole la cinta muraria.

Villa Lioy
Costruita nel 1865, su disegno dell'Arch. Camillo Boito, negli anni che precedono la II Guerra d'Indipendenza, era il luogo dove si incontravano Lioy, Fogazzaro, Lampertico, Zanella, A. Mario per dibattere i grandi temi politici, religiosi e sociali della "povera campagna veneta". Nel parco disegnato dall'Ing. P. Selvatico allievo di G.Iappelli, è presente un esemplare di cedro del libano.

La Pieve e la nuova Chiesa di Santa Giustina

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La Pieve di Santa Giustina è stata la Chiesa parrocchiale del paese di Montegalda fino al 1950, anno in cui venne consacrata la nuova Chiesa. La Pieve sorge su una piccola collina di fronte al castello Grimani-Sorlini, in territorio vicentino, ma da sempre appartiene alla Diocesi di Padova.
Le prime fonti scritte che citano la presenza di questa Chiesa risalgono al 900 e la sua esistenza in qualità di Pieve è documentata a partire dall'anno 1077. Con la diffusione del cristianesimo, il termine "pieve", identifica uno specifico territorio caratterizzato da un insieme di fedeli intorno ad una Chiesa principale. Le "Pievi" erano dotate di battistero e svolgevano particolari funzioni liturgiche quali: battezzare e seppellire i propri defunti e i fedeli avevano l'obbligo di corrispondere le decime.
Nonostante le modifiche subite nel corso dei secoli, la Pieve di S. Giustina ha mantenuto la struttura originale medievale, formata da un'unica navata con tre absidi, una centrale principale e due laterali minori. L'altare maggiore era arricchito da una pala di Giambattista Maganza, raffigurante il martirio di S. Giustina; ora conservata nella nuova Chiesa parrocchiale. Nella Chiesa parrocchiale di S. Giustina di Montegalda, il visitatore si stupisce per il grandioso ciclo di affreschi, del presbiterio, del coro e della sottostante cripta, eseguiti tra il 1998 e il 2000 dal pittore rumeno iconografo Mihail Ivanov; un'apoteosi di figure di santi e scene della vita di Cristo, in un bagliore di colori e luci, nelle forme della iconografia orientale, quasi un ponte tra due civiltà e due culture. Importanti sono i due affreschi laterali espressione della cultura locale, realizzati dal Modolo.
Chiesa di S. Zenone a Colzè
L’attuale Chiesa Parrocchiale di Colzè fu edificata sullo stesso luogo di quella precedente risalente al 1330, con l’altare maggiore dedicato a S. Zenone, e quelli laterali alla Madonna ed al Sacro Cuore. L’abside è affrescata da L. Buffetti, mentre gli altri affreschi sono stati effettuati da L. Soppelsa nel 1943-45; notevole l’acquasantiera in marmo. Il campanile a fianco della Chiesa si alza per 58 mt con una base 4x4 mt che termina con la statua della Vergine Immacolata alta 5 mt; il vecchio campanile costruito nel 1905 è stato restaurato nel 2006.

VILLA FOGAZZARO Piccolo Mondo Moderno

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Villa - Roi - Fogazzaro - Colbachini
Nella seconda metà del ‘400 Villa Fogazzaro - Roi - Colbachini era la residenza di campagna della nobile famiglia vicentina Chiericati.
Nei primi decenni del 1800, Giovanni Antonio, nonno dello scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, acquista la Villa e nel 1846 affida l’ampliamento e la ristrutturazione architettonica all’architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin; accanto alla residenza viene costruito anche un oratorio, che ospita oggi una preziosa pala d’altare del pittore vicentino Giovanni Busato.
La Villa diventa la dimora dello scrittore Antonio Fogazzaro e degli zii
Luigi e Don Giuseppe; quest'ultimo, grande appassionato di botanica, inizia i lavori di ingrandimento del parco di villa Fogazzaro, che vede oggi accanto alle specie autoctone, anche una varietà di rare piante esotiche: i tassodi (fra i più importanti del Veneto), il calocedro e la sofora del Giappone.
Antonio Fogazzaro fece costruire sul Monte Roccolo, la “specola”, un osservatorio astronomico in stile liberty, per il figlio Mariano, oltre ad una piccola torre per la cacciagione, il “roccolo”, e il monumento dedicato allo zio Luigi Fogazzaro, ancora ben conservato.
Lo scrittore vicentino amava soggiornare qui con la famiglia durante il periodo della vendemmia ed alcune pagine del suo romanzo "Piccolo Mondo Moderno" sono ambientate proprio a Montegalda.
In anni recenti la Villa è stata restaurata dalla famiglia Colbachini, nuova proprietaria, che in un’ala ha allestito il Museo Veneto delle Campane, con rari esemplari di campane databili dall’anno 1000 fino ad oggi, oltre alla fonderia statica che illustra il tradizionale metodo di fabbricazione delle campane.

Giardino all’italiana e il parco romantico
Il giardino all'italiana è formata da 8 aiuole quadrate che formano un perimetro dove all’interno ci sono altre quattro aiuole con vasche centrali per piante acquatiche; le quattro aiuole centrali sono coltivate a roseto, e tutte le 12 aiuole che compongono il giardino sono intersecate da viottoli
con agrumi; il giardino all’italiana rispetta il concetto illuminista di natura controllata dall’uomo.
Il parco romantico fu ideato da Don Giuseppe Fogazzaro nella metà dell’800, dove il ruolo fondamentale è dato dal laghetto, abbellito dalla presenza di due ponticelli: uno in stile gotico e l’altro in stile romantico. Sulle sponde del lago si trovano oasi di tassodi accanto ai numerosi tamerici, pioppi bianchi e neri, pioppi cipressini; proseguendo a nord si apre d’improvviso il grande prato, o galoppatoio.

Antonio Fogazzaro – Mostra permanente

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Nasce a Vicenza, il 25 marzo 1842, da Teresa Barrera e Mariano, intellettuale e patriota, come i suoi fratelli Don Giuseppe e Luigi Fogazzaro, primo Sindaco di Montegalda, dopo l’unità d’Italia; nel 1874, Antonio pubblica la sua prima opera, il poemetto Miranda, quindi la raccolta di poesie Valsolda nel 1876, dedicata ai luoghi della sua infanzia; poi nel 1881, pubblica Malombra, il primo vero romanzo dell’autore.
Nel 1884 pubblica Daniele Cortis, romanzo che tratta di un deputato cattolico, che propone la costituzione di un nuovo partito politico nel panorama italiano dopo l’annessione del Veneto all’Italia; segue il Mistero del poeta, pubblicato nel 1888, ed ambientato nella cittadina di Eichstätt in Baviera.
Nel 1895 darà alle stampe il suo capolavoro, Piccolo Mondo Antico, la storia di Franco e Luisa Maironi, sposi nella materna Valsolda, contro la volontà della nonna di lui, una vecchia marchesa austriacante.
Nel 1896, sarà nominato Senatore del Regno e il 6 luglio 1899, viene eletto Consigliere del Comune di Montegalda, dove rimane in carica fino all’ultimo giorno della sua vita.
Nel 1890 pubblica Piccolo Mondo Moderno, ambientato in parte a Montegalda, dove l’autore aderisce alle teorie del modernismo, che verranno maggiormente amplificate con Il Santo del 1905, romanzo condannato all’Indice. Nel 1910, pubblica Leila, ambientato nella villa di Velo d’Astico e dopo una breve malattia, il 7 marzo 1911, Antonio Fogazzaro, muore.

SENTIERO FOGAZZARIANO

E' un percorso a piedi, in partenza da Piazza Marconi ed arrivo alla Chiesa e Convento di San Marco prima e poi alla Villa Fogazzaro Roi Colbachini, con il Museo Veneto delle Campane, illustrato da una serie di pannelli che presentano il patrimonio storico architettonico del luogo, di cui il primo posizionato a fianco dell'edicola in Piazza Marconi. In particolare: il Castello Grimani Sorlini, la Pieve di S. Giustina, la Villa Gualdo, il fiume Bacchiglione, i mulini galleggianti, il monte Buso con la torre colombara, la Villa Lioy, il Monte San Marco con la Chiesa e il Convento ed infine la Villa Fogazzaro Roi Colbachini con giardino, parco, il Museo Veneto delle Campane, la vegetazione presente sui colli e i grandi alberi del WWF.

CAMMINO FOGAZZARO-ROI

E' un percorso pedonale di 80 km che parte da Montegalda e in 4 tappe, si raggiunge, Longare, Vicenza, Marano Vicentino, Velo d'Astico, Tonezza del Cimone, lungo stradine, argini, sentieri, ricchi di tesori d'arte e natura, nei luoghi narrati dal famoso romanziere.

IL LASCITO GIUSEPPE ROI AL MUSEO CIVICO DI PALAZZO CHIERICATI

Dal 24 maggio 2012 al Museo Civico di Palazzo Chiericati a Vicenza sono aperte le "Stanze ritrovate", tre sale del sottotetto nord, dove sono esposte in via permanente la collezione di opere d'arte che il marchese Giuseppe Roi (1924-2009), mecenate illuminato e grande protettore delle arti e della cultura, ha donato alla Pinacoteca vicentina per sua disposizione testamentaria.
Sono presenti vari momenti di vita nella villa Fogazzaro di Montegalda compresa la visita della Principessa Margaret d' Inghilterra.

Chiesa e Monastero di San Marco

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Il complesso di San Marco si trova sul colle chiamato Monte Merlino e comprende una chiesa, il campanile e il convento, dalle origini incerte ma con una prima testimonianza del ‘300. Nel 1451 Belpietro Manelmi dona chiesa e convento alla nobile famiglia vicentina Chiericati che provvede al restauro. Agli inizi del ‘500 i fratelli Ludovico e Francesco Chiericati, entrambi Vescovi, consacrano l’altare maggiore e i due altari laterali, preziosa è la Madonna Nera che allatta il Bambin Gesù. Nel 1629, all’interno della chiesa, viene costruita la cappella dedicata a San Valentino e tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700 viene ingrandita l’abside e rifatta la facciata. L’abside conserva ancor oggi una preziosa pala del 1606 di Alessandro Maganza, con la Trinità e sullo sfondo il fiume Bacchiglione e i Colli Euganei.
Il convento gestito da vari ordini monastici, dal ‘500 è curato dai frati francescani. Nel 1769 la Repubblica Serenissima decreta la chiusura di tutti i conventi più piccoli e il Monastero di San Marco perde la sua funzione religiosa. La chiesa rimane invece luogo di culto grazie alla presenza di un sacerdote mandato dai signori, proprietari del complesso. Nel ‘700 il Monastero di San Marco diventa proprietà della famiglia Caldogno, poi nel corso del 1800 della famiglia Fogazzaro per passare infine alla famiglia Roi. Nel 1993 il marchese Giuseppe Roi dona l’intero complesso alla Diocesi di Padova con il vincolo di riportare questo luogo alla funzione originaria. Dal 2005 il Monastero ospita le monache benedettine cistercensi.
Sul versante nord del colle è presente la vecchia ghiacciaia comunale e un bosco di farnie. Molto bella la siepe mista di bagolaro e di acero campestre, posta sul viale d'ingresso principale del complesso monumentale.

Villa Gualdo

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Villa Gualdo venne costruita nel 1637 su progetto del conte Giuseppe Gualdo, arciprete di Montegalda, che riprende e imita l’architettura palladiana. Ha un corpo centrale che si sviluppa su quattro piani e, ai lati, le due barchesse simmetriche che un tempo erano destinate a foresteria e stalle. Nel basamento pre-esistente, vi erano le cantine. Il piano rialzato è caratterizzato invece da un atrio ad otto colonne, dove si può ammirare un antico lavabo marmoreo del ‘500 attribuito alla bottega dei Pedemuro, maestri scultori valsoldesi di scuola palladiana. Il piano nobile ospita un grandioso salone con le cinque porte a cimasa orizzontale, di cui quattro sormontate da busti di imperatori romani in stucco e due interessanti dipinti su tela raffiguranti la vita contadina lungo il fiume del Coromaldi e i mulini galleggianti sul Bacchiglione del Tarro, oltre alla mostra permanente dedicata alla vita e alle opere dello scrittore vicentino Antonio Fogazzaro.

Chiesetta degli Eroi
Nella barchessa est vi è la Chiesetta Valmarana costruita nei primi decenni del 1800, in occasione delle nozze di Elena Vendramin Calergi con il conte Andrea Valmarana, all’epoca podestà di Vicenza, poi trasformata nel 1921 nella Chiesetta degli Eroi caduti in guerra, con all’esterno un prezioso bassorilievo di una Madonna con gli Angeli e all’interno un affresco del Fraccarolo sul soffitto: l’Angelo con la Croce (simbolo cristiano della speranza) che conforta la madre, che piange sulla tomba del figlio. Il 17 maggio 1909 il comune di Montegalda acquista la Villa Gualdo e i campi che la circondano per farne la sede comunale.

Parco della rimembranza
Inaugurato il 25 Aprile 1923, il parco occupa l’ex giardino Valmarana, con 62 piante tra platani, ippocastani e tigli per commemorare i caduti della prima guerra mondiale di Montegalda e Colzè; attualmente sono rimasti solo alcuni dei tigli originari.

Castello Grimani-Sorlini

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Dopo il III secolo esisteva sul luogo la torre di avvistamento tardo romana (la fondazione è ancora visibile nel cortile interno), in grado di controllare le strade per Vicenza, Padova e Mantova, oltre al controllo del Bacchiglione. La storia del castello di Montegalda inizia nel 1176 quando viene costruita questa fortezza militare a difesa del territorio vicentino contro gli attacchi dei padovani, con vallo e rivellino. Nella prima metà del '200 il Castello viene conquistato da Ezzelino III da Romano, mentre nel 1266 il Castello passa ai padovani e, in seguito, alla potente famiglia scaligera della Scala (lo stemma è una scala a pioli ancora presente) signori di Verona, che hanno realizzato la nuova torre castellana con l'attuale ponte levatoio del '300, perfettamente conservato e ancora funzionante. Alla fine del '300 il Castello diventa proprietà della famiglia Visconti, signori di Milano e poi dal 1404 con il dominio della Repubblica Serenissima di Venezia, il Castello perde la funzione militare per diventare una villa nobiliare. A metà del '400 il Castello viene donato alla famiglia vicentina Chiericati per essere poi ceduto nei secoli successivi alle nobili famiglie veneziane Contarini, Donà, Grimani e Marcello. Il Castello di Montegalda diventa all'epoca la loro residenza estiva.
Le stanze interne conservano tuttora affreschi di Andrea Urbani, pittore paesaggista e decoratore veneziano del '700, mentre le statue del castello sono della bottega di Orazio Marinali, scultore vicentino. La famiglia Sorlini, attuale proprietaria del Castello, acquista il complesso a metà degli anni '70 e dopo un accurato restauro riporta il castello al suo antico splendore.

Giardino storico
Nella spianata a sud, oltre il "cancello fiorito", si apre il giardino all'italiana con aiuole a forma geometrica, delimitata dal bosso e ornate da una fontana centrale e dai vasi di limone e di cedro ai vertici; il viale centrale si chiude in una sala a verde, all'ombra dei bagolari, lecci e carpini.